Termovalorizzatore Roma Santa Palomba: al via il cantiere

termovalorizzatore ROMA Santa Palomba
Spread the love

A qualche giorno dall’annuncio ufficiale dell’apertura del cantiere, il progetto del termovalorizzatore di Roma in località Santa Palomba si conferma uno degli interventi infrastrutturali più rilevanti nel panorama italiano della gestione integrata dei rifiuti e dell’economia circolare.

L’avvio dei lavori è stato ufficializzato dal Sindaco di Roma Roberto Gualtieri insieme all’Amministratore delegato di Acea Fabrizio Palermo, alla presenza dell’Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti Sabrina Alfonsi, della Presidente di Acea Barbara Marinali e dell’AD di RenewRome Barbara Maccioni.

L’opera sarà realizzata dalla società di progetto RenewRome, costituita dal raggruppamento formato da Acea Ambiente, Suez Italy, Kanadevia Inova, Vianini Lavori e RMB.

Un’infrastruttura per l’autonomia impiantistica della Capitale

Il termovalorizzatore rappresenta il fulcro del nuovo assetto impiantistico previsto dal Piano rifiuti di Roma Capitale, approvato nel 2023, con l’obiettivo di superare la storica dipendenza della città da impianti esterni e dal conferimento in discarica.

Secondo quanto dichiarato dal Sindaco Gualtieri, l’impianto consentirà alla Capitale di dotarsi finalmente di un sistema autonomo, moderno ed efficiente per la gestione dei rifiuti indifferenziati e non riciclabili, riducendo in modo strutturale il trasferimento dei rifiuti verso altri territori italiani ed europei.

L’infrastruttura si inserisce in una strategia più ampia che comprende anche:

  • i biodigestori di Cesano e Casal Selce;
  • gli impianti di selezione e recupero di Rocca Cencia e Ponte Malnome;
  • l’incremento progressivo della raccolta differenziata fino al target del 70%.

L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione capitolina è arrivare all’azzeramento del ricorso alle discariche secondo il principio europeo della prossimità.

Cronoprogramma e operatività prevista nel 2029

Il cronoprogramma prevede la prima consegna dei rifiuti entro settembre 2029.

L’impianto sarà dimensionato per trattare fino a 600mila tonnellate annue di rifiuti indifferenziati e non riciclabili, con un investimento complessivo pari a circa 1 miliardo di euro.

Dal punto di vista industriale, il progetto punta a ridurre i costi oggi sostenuti per il trasferimento e il trattamento dei rifiuti fuori regione o all’estero, garantendo al contempo maggiore stabilità gestionale e continuità operativa.

Secondo l’Assessora Sabrina Alfonsi, il nuovo impianto colmerà un deficit infrastrutturale che da oltre un decennio rappresenta una delle principali criticità del sistema romano di gestione dei rifiuti.

Tecnologia, recupero energetico ed economia circolare

Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda il posizionamento tecnologico dell’impianto, che Acea definisce come una delle infrastrutture waste-to-energy più avanzate a livello europeo.

Il termovalorizzatore sarà progettato secondo standard ambientali superiori rispetto ai requisiti minimi previsti dalla normativa europea e dalle Best Available Techniques (BAT).

Dal punto di vista energetico, l’impianto sarà in grado di generare complessivamente 65 MW di energia termica ed elettrica, sufficienti ad alimentare circa 200mila famiglie.

Accanto alla produzione energetica, il progetto prevede anche il recupero di materia attraverso la trasformazione dei residui in materiali riutilizzabili per applicazioni edilizie.

Tra gli elementi tecnologici più significativi figurano:

  • un sistema avanzato di trattamento dei fumi;
  • un impianto fotovoltaico integrato;
  • una rete di teleriscaldamento;
  • un sistema sperimentale per la cattura della CO2;
  • tecnologie per il recupero delle ceneri pesanti.

Secondo i dati comunicati durante la presentazione del progetto, le emissioni di CO2 risultano fino a 80 volte inferiori rispetto a quelle prodotte dalle discariche tradizionali, mentre le emissioni di polveri sarebbero comprese tra 100 e 10mila volte inferiori rispetto a quelle generate dal traffico urbano.

Il Parco delle Risorse Circolari come modello di integrazione urbana

Il progetto non si limita alla componente impiantistica. L’area di Santa Palomba ospiterà infatti anche il cosiddetto “Parco delle Risorse Circolari”, concepito come hub dedicato a ricerca, innovazione e divulgazione sui temi dell’economia circolare.

Il masterplan include:

  • sale dedicate alla ricerca;
  • spazi coworking;
  • una serra sperimentale;
  • aree verdi attrezzate;
  • una torre panoramica alta oltre 70 metri.

L’iniziativa punta a rafforzare il dialogo tra infrastrutture ambientali, territorio e innovazione tecnologica, in linea con i nuovi modelli europei di integrazione degli impianti energetici nei contesti urbani e metropolitani.

Acea rafforza il presidio nel settore ambientale

Per Acea, il progetto rappresenta un passaggio strategico nella crescita delle attività legate all’economia circolare e ai servizi ambientali.

L’Amministratore delegato Fabrizio Palermo ha evidenziato come il gruppo intenda consolidare il proprio ruolo nel comparto della valorizzazione energetica dei rifiuti attraverso infrastrutture ad alto contenuto tecnologico, con particolare attenzione a sostenibilità, innovazione e rapporto con il territorio.

La partecipazione di operatori internazionali specializzati come Suez Italy e Kanadevia Inova conferma inoltre la volontà di adottare competenze industriali avanzate e tecnologie consolidate nel panorama europeo del waste management.

Post correlati

Lascia un commento